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Archivio di Stato di Bergamo

1 - Istituzione e funzionamento delle CAS

L’istituzione delle Corti d’Assise Straordinarie (CAS), si colloca nel complesso quadro politico-istituzionale che va dalla fine della dittatura alle settimane successive al 25 aprile. Poche ore prima della Liberazione, il Governo provvisorio presieduto da Ivanoe Bonomi promulga il d.l.lgt. del 22 aprile 1945 n. 142, Istituzione di Corti straordinarie di Assise per reati di collaborazione con i tedeschi

Il decreto n. 142/1945 consente di applicare quanto anticipato con il d.lgs.lgt. 27 luglio 1944, n. 159 Sanzioni contro il fascismo, che, all'art. 5, aveva definito il reato di collaborazionismo, uno dei fenomeni più caratterizzanti dell’occupazione nazifascista: si considera imputabile chiunque abbia, dopo l’8 settembre 1943, commesso delitti contro la fedeltà e la difesa militare dello Stato, con qualunque forma di intelligenza, corrispondenza, collaborazione col tedesco invasore. 
La norma del 1945 (art. 1, co. 1-5) esplicita i ruoli connessi all'imputazione di tale reato: ministri e alte cariche della Repubblica sociale italiana (RSI) e del Partito fascista repubblicano (PFR), membri del Tribunale speciale pere la difesa dello Stato (TSDS), capi di provincia, segretari o commissari federali, direttori di giornali politici, ufficiali con funzioni politico-militari, militi della Guardia nazionale repubblicana (GNR), civili che hanno svolto attività di delazione. 

Le CAS hanno sede in ogni capoluogo di provincia e avviano i lavori nel difficilissimo contesto politico-istituzionale della "lunga liberazione". Si configurano come uffici giudiziari speciali e transitori e svolgono due ruoli fondamentali, in attesa che il nuovo assetto istituzionale dello Stato venga ridefinito. Innanzitutto riconducono l’esercizio della giustizia entro confini codificati e definiti da un impianto normativo che progressivamente le adatterà al contesto, in continua evoluzione, dei due anni a venire. Inoltre, contribuiscono ad arginare la giustizia insurrezionale e privata che si manifesta violentemente nelle settimane successive al 25 aprile. 

L’azione delle corti si esplica in tre fasi principali: investigativa, istruttoria e dibattimentale. L’apertura delle corti è preceduta da un’intensa attività inquirente: le indagini sono svolte presso l’Ufficio del Pubblico Ministero istituito presso le CAS, in collaborazione con il Centro investigativo della Questura. Qui confluiscono le denunce avviate dai CLN locali, dai referenti delle formazioni partigiane, da cittadini coinvolti in eventi riconducibili alle imputazioni per collaborazionismo. Le denunce vengono trasmesse all’ufficio del Pubblico Ministero che formula l’istruttoria e, se non decide per l’archiviazione, compila il decreto di citazione e avvia la fase dibattimentale. 

Il collegio giudicante è formato da una giuria popolare di quattro membri, presieduta da un giudice nominato dal primo Presidente della Corte d’appello competente, scelto tra magistrati di grado non inferiore a quello di Consigliere di Corte d’appello. I membri della giuria popolare sono estratti da un elenco, redatto dai CLN locali, di almeno cento nominativi di cittadini maggiorenni, di "illibata condotta morale e politica". I nominativi validi per la compilazione dell’elenco sono indicati dai ricostituiti partiti politici e comprendono cittadini di diversa estrazione: figure già impegnate durante l’età liberale, esponenti della borghesia, notai, avvocati, commercialisti, medici, protagonisti della Resistenza, studenti, operai. La composizione della Corte riflette l’intento del legislatore di promuovere l’esercizio dell'attività giudiziaria immediata, in risposta soprattutto al desiderio di giustizia diffuso tra larghi strati della popolazione e tra coloro che avevano partecipato attivamente al processo di liberazione.

I dibattimenti si tengono presso il tribunale cittadino in tempi brevissimi. I primi processi si chiudono nell’arco di poche ore o giorni e la sentenza è promulgata contestualmente all’ultimo dibattimento. A volte, nello stesso giorno, vengono avviati più processi. La stampa locale dedica diverse colonne alle attività delle corti e riferisce dell’ampia partecipazione popolare.

Il ricorso per il giudizio espresso in sentenza può essere presentato presso la Suprema Corte di Cassazione.

L’attività delle corti conosce una consistente riduzione e una modifica sostanziale della procedura, a seguito del decreto presidenziale del 22 giugno 1946, n. 4, Amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari, noto come "amnistia Togliatti". Il testo del decreto, redatto dal guardasigilli Palmiro Togliatti, estende l’amnistia anche ai reati per collaborazionismo, determinando la fine anticipata dei procedimenti, al termine della fase istruttoria o prima del giudizio in appello.

Le corti opereranno per quasi due anni, fino alla fine del 1947, periodo nel quale si registrano anche interventi normativi che influiranno sulla loro struttura e modificheranno alcuni aspetti della procedura penale. 

L’esperienza delle CAS termina entro il 31 dicembre 1947, poche ore prima dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana. La chiusura delle CAS è disposta con il d.l.c.p.s. del 26 giugno 1947 n. 529, Cessazione del funzionamento delle corti speciali delle corti d’assise

Fonti normative

d.lgs.lgt. 27 luglio 1944, n. 159 Sanzioni contro il fascismo

d.lgs. lgt. 22 aprile 1945, n. 142 Istituzioni delle Corti straordinarie di assise per i reati di collaborazione con i tedeschi

d.lgs.lgt. 2 agosto 1945, n. 466 Modificazioni al d.lgs.lgt. 22 aprile 1945, n. 142 sulla istituzione di corti straordinarie di assise per i reati di collaborazione con i tedeschi

d.lgs.lgt. 12 aprile 1946, n. 201 Testo unico delle disposizioni per la punizione dei delitti fascisti e per la repressione delle attività fasciste

d.lgs. lgt. 31 maggio 1946, n. 560 - Riforma dell’ordinamento della Corte di assise

d.p. 22 giugno 1946, n. 4 Amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari (nota come amnistia Togliatti)

d.l.c.p.s. 18 marzo 1947, n. 140 Proroga dei termini di funzionamento delle Sezioni speciali delle corti di assise

d.l.c.p.s. 26 giugno 1947, n. 529 Cessazione del funzionamento delle corti speciali delle corti di assise



Ultimo aggiornamento: 14/04/2026