Dalmine, 20 dicembre 1905 – Treviglio, 8 marzo 1945
Residente a Sforzatica, in Piazzetta XXIV maggio, lavora come operaio specializzato della Dalmine ed una figura di spicco del PCI bergamasco.
Viene arrestato presso la sua residenza al rientro dal lavoro, il 7 marzo 1945, da esponenti della GNR di Treviglio. Derubato dello stipendio, dell’orologio, del portafoglio e della bicicletta, viene trasferito presso la caserma di Treviglio. Torturato perché rivelasse i nomi dei compagni, muore durante la reclusione. L’11 marzo il suo corpo viene gettato nel canale Muzza, nei pressi di Cassano d’Adda e non sarà mai ritrovato.
Il processo a carico degli imputati per la sua morte –
Palazzolo Enzo (Pontoglio, 1924), Sottotenente e vicecomandante della GNR di Treviglio; Ferrari Giacomo (Osio Sotto, 1905), milite della GNR di Treviglio;
Albani, Mario (Calvenzano, 1909), milite della GNR di Treviglio,
si tiene nelle prime ore di apertura della Corte, di fronte a numerosi cittadini. Le colonne della stampa locale raccontano gli sviluppi dibattimentali.




