PEC: as-bg@pec.cultura.gov.it   e-mail: as-bg@cultura.gov.it   tel: (+39) 035-233131

Archivio di Stato di Bergamo

Gotti Angelo

Uno dei più importanti episodi della Resistenza bergamasca si è svolto nel territorio della Valle Imgna. Angelo Gotti, nato a Villa d’Almé il 4 novembre 1921, operaio del Linificio canapificio di Villa d’Almé, aderisce alla formazione Valbrembo delle Fiamme Verdi, guidata da Don Antonio Milesi (Dami). Svolge funzione di staffetta. Il 23 novembre 1944 si trova in zona Cascina Como, in prossimità del passo del canto, per portare messaggi e sale ai compagni dislocati sul Monte Ubione. Si trova, con il compagno Emanuele Quarti, coinvolto nel rastrellamento ad opera della Compagnia OP. Ferito, viene catturato, e riconosciuto come staffetta di Dami da Francesco Capelli, già appartenente alla Valbrembo, poi fuoriuscito e arruolato dalla Compagnia di Resmini. A seguito della delazione di Capelli, Gotti viene fermato, torturato e fucilato. 

Uno dei primi processi istruiti presso la CAS di Bergamo, RG 4/1945, è intestato Capelli Francesco (Capizzone, 1922), Bagattini Pietro (Bergamo, 1925), Ferrari Giuseppe (Bergamo, 1923),  Cortesi Arnaldo (Bergamo, 1928), Marelli, Benedetto (Rocca del Colle, 1928), Boles Giancarlo (Bergamo, 1925), tutti appartenenti alla Compagnia OP di Bergamo. Le circostanze relative al fermo e all’uccisione di Gotti sono ricostruite nell’istruttoria compilata per Francesco Capelli.



Ultimo aggiornamento: 24/04/2026