Il 29 novembre 1943 Eraldo Locardi e la sua banda operano insieme ad altri partigiani di Lovere (gli uomini del Gruppo Patrioti loveresi, guidati da Giovanni Brasi) un’operazione di autofinanziamento prelevando il denaro dagli uffici stabilimento dell’Ilva di Lovere, contemporaneamente attaccano la sede del Fascio repubblicano e le due centrali telefoniche dello stesso paese.
Nell’azione sono uccisi due notabili fascisti di Lovere: il podestà Paolo Rosa e il segretario del fascio di Lovere Giuseppe Cortesi. Il 7 dicembre 1943, circa 200 uomini (tedeschi e componenti la G.N.R.) risalgono la piccola valle che da Corti porta alle stalle di Ramello, fino ad arrivare ad una cascina appena fuori dalla frazione di Ceratello (loc. Ciar), che ospita il corpo di guardia del gruppo partigiani di Lovere, mentre il resto del gruppo è alloggiato nelle casine più in alto.
I rastrellatori circondano la cascina e, senza sparare un colpo, grazie all’opera di una spia, catturano l’intero corpo di guardia composto da Piana, Guizzetti, Conti, Vender, Macario e Buffoli. La sorpresa ed il tradimento pongono i partigiani nella impossibilità di reagire. I fascisti ed i tedeschi proseguono quindi fino alle cascine ospitanti il grosso della formazione, ma senza alcun esito, poiché i partigiani, resisi conto della situazione e posti in allarme dai partigiani Tarzia e Corna, riescono a sganciarsi. Grazie alle informazioni della stessa spia, nei giorni seguenti vengono arrestati altri sette resistenti, allontanatisi dalla formazione per assolvere altri incarichi. Sono: Locardi, Lorenzini, Ravelli, Bessi Tognetti, Moioli e lo slavo Nikitsch.
Tutti e tredici vengono tradotti nelle carceri di via Pignolo a Bergamo. Per alcuni giorni vengono sottoposti a torture. Il 22 dicembre 1943 vengono prelevati dal carcere e condotti a Lovere. Arrivati a Poltragno, sette partigiani vengono fatti scendere, condotti sulla strada che conduce a Sellere e fucilati alla presenza dei loro compagni. Gli esecutori, sghignazzando, scrivono sul muro bagnato di sangue “fuorilegge” e ripartono per Lovere per compiere la seconda strage. Gli altri sei, dopo che la direzione dell’Ilva si è opposta al tentativo di procedere alla fucilazione lungo il muro di cinta della fabbrica, vengono condotti nei pressi della pesa pubblica di Lovere (attuale Caserma dei Carabinieri) e lì fucilati di fronte al alcuni cittadini inorriditi.
Esecutori: La 612. Compagnia Op (Ordine pubblico)
Vittime: 13 partigiani, tutti appartenenti alla Brigata 53 Brigata Garibaldi.
1. Bezzi Francesco, nato a Bornato (Bs) il 31/12/1926, residente a Cazzano S. Martino (Bs), operaio
2. Buffoli Giulio, nato a Palazzolo sull’Oglio (Bs) il 24/10/1902, residente a Palazzolo sull’Oglio (Bs), operaio
3. Conti Salvatore, nato a Lovere (Bg) il 21/01/1922, residente a Lovere (Bg), studente
4. Guizzetti Andrea, nato a Lovere (Bg) l’8/09/1924, residente a Lovere (BG), apprendista operaio nello stabilimento Ilva, nome di battaglia “Andreino”
5. Locardi Eraldo, nato a Milano il 26/06/1920, residente a Grumello del Monte (Bg); ex tenente dell’esercito italiano, ferito in combattimento sul fronte greco e rimpatriato claudicante dall’Albania, dopo l’8 settembre 1943 con il nome di battaglia “Longhi” organizza in Val Calepio una banda partigiana
6. Lorenzini Vittorio, nato a Telgate (Bg) il 25/08/1925, residente a Sesto S. Giovanni (Mi), operaio
7. Macario Guglielmo Giacinto, nato a Lovere (Bg) il 3/10/1925, residente a Lovere (Bg), apprendista operaio
8. Moioli Giovanni, nato a Grumello del Monte (Bg) il 29/10/1926, residente a Grumello del Monte (Bg), bracciante
9. Nikitach Luca
10. Piana Ivan, nato a Lovere (Bg) il 24/02/1924, residente a Lovere (Bg), ragioniere
11. Ravelli Giuseppe, nato a Casnigo (Bg) il 3/07/1923, residente a Leffe /Bg), manovale, inquadrato nel Gruppo Patrioti loveresi (Gpl) con il nome di battaglia “Fulmine”
12. Tognetti Mario, nato a Grumello del Monte (Bg) il 7/04/1922, residente a Grumello del Monte (Bg), commesso
13. Vender Giovanni, nato a Breno (Bs) il 29/03/1926, residente a Lovere (Bg), meccanico apprendista





